FLASHBACK(DAN SIMMONS)
Ha ancora senso aprire un blog nel 2022? Me lo sono chiesto, probabilmente la risposta è no, perché al giorno d'oggi ci sono mezzi più diretti ed efficaci per la trasmissione del pensiero.
Io però sono un romantico, adoro la scrittura, la reputo la più alta forma di espressione.
Per inaugurare il blog ho deciso di parlare di un libro non banale: Flashback di Dan Simmons.
La trama
La polemica
Voto
Sì, il fatto è che ho voglia di esprimermi, in modo sereno ma deciso, sperando che le mie parole possano arrivare a qualcuno, anche poche persone, senza consumarsi in uno sterile esercizio.
Sempre che ai depositari sociali della verità del nuovo millennio vada bene, sia chiaro. Chiusa la premessa.
Libro non banale dicevo, per il contenuto, ma soprattutto per il dibattito scatenato all'interno dei lettori di Simmons. Inizialmente pensavo si trattasse di un libro d'evasione, il solito prodotto americano tutta azione, invece mi sono dovuto ricredere. Lo scrittore infatti utilizza la trama poliziesca in modo funzionale, integrandola con le sue visioni politiche. Ci tengo a dire che la trama è funzionale ma non subalterna, poiché i due aspetti interagiscono tra loro senza che il pensiero politico vada a svilire il plot narrativo.
Il romanzo è stato scritto nel 2011, sotto la presidenza di Barack Obama e come vedremo la cosa avrà la sua importanza.
Io l'ho letto nel 2017 ma lo ricordo ancora molto bene. E poi vi confesso che sono andato a vedere una mia vecchia recensione per essere il più preciso possibile.
Il protagonista del romanzo è Nick Bottom, un ex poliziotto di Denver, assunto da un consigliere giapponese di stanza in America per fare luce sull'omicidio del figlio avvenuto sei anni prima (omicidio sul quale Nick aveva investigato senza risultati quando era ancora nella polizia). Nick accetta per un solo motivo, ottenere i soldi per acquistare fiale di flashback, la droga che gli permetterebbe di ritornare coi pensieri ai bei momenti passati con la moglie Dara, morta in un incidente stradale. Sulla trama poliziesca non dico nient'altro. Ciò che mi interessa è soffermarmi sulla critica dello scrittore al suo paese e all'occidente in generale.
Il sottotesto (e il contesto)
I fatti si svolgono nell'anno 2030, in un futuro cupo e distopico per gli Stati Uniti, lontani anni luce da ciò che rappresentano nell'odierno immaginario collettivo. Una crisi politica ed economica devastante ha infatti fiaccato l'orgoglio degli americani che, senza più stimoli e speranze, vivono perennemente sotto l'influsso del flashback. Gli USA si ritrovano così a diventare terra di conquista, minacciati dalle potenze islamiche riunite sotto il Grande Califfato e dal Giappone, l'altra grande potenza con in mano un'infinita disponibilità nucleare.
E Barack Obama che c'entra? C'entra, perché Simmons individua nell'eccessivo assistenzialismo di stampo obamiano l'inizio della crisi economica del paese, con un aumento sproposito del debito che porterà la nazione a un progressivo disarmo e quindi fuori dal ruolo di controllore del mondo che ha sempre avuto nell'era moderna.
La cosa divertente è che questo libro ha suscitato diverse reazioni da parte dei fans dello scrittore. Molti lettori infatti si sono lamentati per l'impronta troppo repubblicana del libro. Altri si sono nascosti dietro l'assurda improbabilità della trama per affossare il romanzo.
Sinceramente a me la polemica di parte non interessa, io non tifo né per l'uno né per l'altro e se devo dirla tutta comprendo sempre di più chi si è disaffezionato alla politica e non va neanche più a votare. Chi crede può continuare a sventolare la propria bandierina e buon pro gli faccia.
Il fatto è che si tratta di un'opera di fiction, Simmons avrà sicuramente le sue idee politiche, ma un romanzo non è un programma politico, in un romanzo c'è una storia di finzione e lo scrittore ha tutto il diritto di dargli l'impronta che ritiene più opportuna, purché sia coerente.
A me l'impianto sembra credibile, non probabile a livello reale, ma a livello di finzione, però sembra che molti vogliano fare finta di non capire.
3/5
Io mi sento di consigliare la lettura del libro, perché, comunque la si pensi, intrattiene e dà degli spunti su cui riflettere. E comunque parliamo di fiction. Le criticità riguardano la lentezza della parte iniziale (comunque una volta entrati nel meccanismo il ritmo si velocizza e la parte finale vola come Marcel Jacob sul rettilineo) e la descrizione noiosa e stucchevole degli spostamenti. Agli americani piace tanto dire che uno si sposta dalla statale I-50 alla I-80 nell'intersezione con la strada XY, lasciandosi la montagna a nord-ovest, il fiume a sud-est e la foresta a nord-sud-ovest-est.
Il romanzo è stato pubblicato da Fanucci nel 2012, ma purtroppo oggi non è più disponibile in italiano. È disponibile solo in inglese, ma si può comunque rimediare nel settore dell'usato, come in Comprovendolibri.it https://www.comprovendolibri.it/home.asp
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